
di Fabrizio Roncone
La folla dietro le transenne per assistere all’assemblea costituente di Futuro Nazionale: «Supereremo la Lega»
All’Auditorium di via della Conciliazione, nel riverbero del sole a picco sui marmi bianchi, tra suore, preti, pellegrini, borseggiatori, mendicanti, tutti che brulicano intorno a San Pietro, il generale arriva con il suo sorriso pieno di denti, abbronzato, alto, i capelli sfumati sulle tempie, arriva massiccio e fresco, non suda, non sembra nemmeno camminare, avanza atletico e leggero, fende la folla e dice che lui era abituato «con lo zaino di quaranta chili sulle spalle, cinque anni in zona di combattimento!», mollaccioni che non siete altro: i carabinieri lo salutano militarmente, un po’ comandante della Folgore e un po’ leader politico, magari proprio un comandante politico di estrema destra, autentica, dura, che spaventa la destra italiana di governo e che è venuto ad aprire l’assemblea costituente del suo nuovo partito, Futuro nazionale, nei sondaggi già quotato al 5%, fenomeno per ora fuori controllo, di complicata valutazione, ma comunque con qualche dato certo, come gli otto parlamentari arruolati e gli oltre centomila iscritti che lui definisce, minaccioso, «il mio esercito».
Euforia diffusa.
Camerati, ordine!
Camerati, fate la fila!
Delegati




