
La soluzione nucleare per la propulsione delle imbarcazioni non è una novità assoluta, ma è rimasta finora confinata quasi esclusivamente alle grandi navi militari e ai sottomarini. Con i mini-reattori di nuova generazione per i mercantili si aprono nuove opportunità
Alessandro Follis
14 giugno – 07:50 – MILANO
La propulsione nucleare può essere una tecnologia sostenibile per le navi commerciali? Già da tempo questa soluzione viene impiegata sulle grandi navi militari, come le portaerei americane, sui sottomarini e su qualche rompighiaccio russa. Dati i grandi costi operativi e delle infrastrutture, invece, non si è mai diffusa sui mercantili. Tuttavia, come confermato di recente dall’amministratore delegato di Fincantieri Pierroberto Folgiero al Corriere della Sera, l’ipotesi di impiegare i cosiddetti mini-reattori per le navi mercantili è già allo studio del gruppo italiano. Secondo il dirigente, questa tipologia di propulsione potrebbe consentire a un’imbarcazione di viaggiare per 20-25 anni senza rifornimento, abbattendo di molto i danni ambientali.
Come funziona—
La tecnologia alla base di una nave con propulsore nucleare è la stessa delle centrali per la produzione di energia. Anche qui, infatti, è presente un reattore, generalmente ad acqua pressurizzata:




