
di Paolo Giordano
Davvero la sua voce si confonde con quella di Ben Gvir e del governo di Israele? Un vero scrittore o una vera scrittrice sono persone singole
L’arcivescovo è contro Eshkol Nevo. Anche l’antropologa è contro, mentre il giornalista è pro. I parroci di due comuni confinanti sono uno contro e l’altro pro. La vicesindaca è contro ma il sindaco è pro. La buona notizia è che scopriamo, tutt’a un tratto, un mondo di istituzioni locali popolato da lettori e lettrici forti. Quella meno buona è che sembra essersi ormai diffusa capillarmente una certa disinvoltura nell’eliminazione degli scrittori dalle manifestazioni pubbliche.
La direttrice del festival di Polignano ha gestito l’affaire Nevo rapidamente e con sensatezza, ma la questione è più ampia. Si ripresenta con sfumature diverse ormai a cadenza settimanale, e continuerà. Forse è arrivato il momento di riflettere su certi criteri generali, prima che le petizioni «contro» e le censure preventive diventino un riflesso condizionato del nostro mondo culturale.
In realtà ne ho già scritto, proprio qui e di recente, a proposito della Federazione Russa alla biennale. In quel caso ero per l’esclusione, adesso per l’opposto. Com’è possibile? Eppure il principio è




