Ingioiellata come una Madonna partenopea, trucco abbondante, chignon posticcio, sfoggia il sorriso delle grandi occasioni. Accoglie gli ospiti in sala. Ricorda nomi, cognomi, fatterelli e aneddoti. A ciascuno regala la sensazione di essere speciale.
Dietro il sorriso della maitre
Strizzata nel corpetto del dirndl, bambola invecchiata maluccio, ha l’aria compiaciuta di una bambina che recita la poesia di Natale davanti a un pubblico finalmente degno di ascoltarla. Un lembo del suo sorriso raggiante arriva fino a me, uscita apposta, stasera, per godermi qualche episodio del buffet, accanto allo chef. L’incedere ossequioso con cui accompagna una coppia al tavolo è quasi imbarazzante.
Dietro l’accoglienza ossequiosa della maitre si nasconde una profonda fame di approvazione
Poi ricordo. Un giorno, la maitre mi ha raccontato che sua madre, quando era ragazza, le disse che avrebbe preferito fosse morta lei, al posto di un fratello. La madre della maitre ha imbandito una tavola di rabbia, dolore e una fame di approvazione che nessun sorriso sembra saziare.
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