Con la scomparsa di Sandro Mazzola, il mondo perde un pezzo di storia pulita e autentica dello sport. Campione immenso, ha incarnato un’umiltà rara e un rispetto profondo per l’avversario, valori mai venuti meno, neanche nei momenti più caldi delle battaglie sul campo. Chi non ricorda a quel famoso Mondiale di Messico ’70 la sua “staffetta” sul campo in Nazionale con Rivera, antagonista del suo ruolo e per giunta milanista? Comunque, a differenza di tanti moderni beniamini circondati da sfarzo, ville lussuosissime e macchine dai prezzi da capogiro, Sandro viveva la normalità di un appartamento in un grande condominio: una scelta di vicinanza alle persone a lui care e di orgogliosa coerenza con le proprie radici.
Sandro Mazzola, grande campione del calcio italiano, scomparso recentemente a 83 anni L’appartenenza a una squadra parte dai valori
Tale legame viscerale e indissolubile con i colori di una squadra ricorda lo spirito autentico che anima la grande famiglia della Federazione italiana cuochi (Fic). Questo entusiasmo “sano” lo ritroviamo nei giovani tesserati del nostro Ente, che credono fermamente nell’operato della Federazione. La Fic è un punto di riferimento fondamentale per ogni professionista,




