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Grano, bloccati i porti ucraini. La crisi dei cereali arriva in Italia

di Federico Fubini

Navi attaccate dai droni e meno collegamenti. L’aumento dei prezzi del grano è del 24% alla Borsa merci di Bologna, quello del mais del 17%. E presto si rifletterà sui prezzi della carne

La Molini Industriali di Modena, un trasformatore da quattromila quintali di farina al giorno per le più importanti aziende italiane di prodotti da forno, aspetta da un mese. Ha un treno da 1.600 tonnellate di grano, 400 mila euro di materia prima, che non riesce a far arrivare dall’Ungheria.

I collegamenti si erano complicati da quando la Russia in luglio ha ripreso a bombardare i porti ucraini sul Mar Nero, ma nelle ultime due settimane è successo qualcosa che li ha resi più difficili ancora. Il 6 ottobre era partita dal porto sul Danubio di Izmail, sul confine fra Ucraina e Moldova, un mercantile turco da ottomila tonnellate di cereali destinato a Ravenna. Poco dopo è stato preso nella zona economica esclusiva della Romania da due droni che Kiev attribuisce alla Russia: la nave è affondata, due marinai sono morti, il trasporto è andato distrutto. 

Nei giorni seguenti lo stesso copione si è ripetuto in acque rumene e bulgare

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