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Dipendenti pubblici, ora le ferie non godute possono essere pagate: chi ne ha diritto e cosa cambia

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Superato il divieto introdotto nel 2012: alla fine del rapporto le ferie non utilizzate possono diventare un’indennità. Spetta alla Pa dimostrare di aver consentito al lavoratore di fruirne. Le regole per gli arretrati

Per quattordici anni la regola è stata semplice, almeno sulla carta: le ferie dei dipendenti pubblici non si pagano. Si fanno, oppure si perdono. Anche quando il lavoratore lasciava il servizio con settimane di riposo accumulate e mai utilizzate, magari perché l’ufficio era sotto organico o perché le esigenze di servizio avevano continuato a rinviare le sue richieste. Un divieto introdotto nel 2012 per contenere la spesa pubblica, contestato davanti ai tribunali e infine messo in discussione dalla giustizia europea, che adesso viene superato per legge. Con una conseguenza destinata a cambiare i rapporti tra amministrazioni e dipendenti: quando il rapporto di lavoro termina, le ferie non godute possono essere trasformate in un’indennità economica e spetta alla Pubblica amministrazione dimostrare di aver messo il lavoratore nelle condizioni di utilizzarle.

La novità è contenuta nella legge pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 6 ottobre ed entrata in vigore il giorno dopo. Il provvedimento interviene proprio sul dl 95 del 2012, cancellando il divieto generalizzato di

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