L’Italia ha fatto dell’ospitalità uno dei suoi principali biglietti da visita, ma non ha ancora costruito una scuola di management in questo settore capace di rappresentarla a livello internazionale. Il punto non è soltanto formare chi lavora in hotel, ristoranti e imprese turistiche: è costruire professionisti che conoscano il lavoro sul campo e sappiano poi gestire persone, aziende, finanza, marketing e strategie. Il confronto più immediato è con la EHL Hospitality Business School di Losanna, prima nel mondo per Hospitality & Leisure Management nel QS World University Rankings 2026: il suo modello rende evidente la distanza. EHL parte dall’operatività per arrivare al management e forma competenze che possono essere utilizzate anche fuori dall’hospitality.
L’EHL di Losanna
In Italia, invece, esistono oggi percorsi interessanti ma ancora separati, con baricentri diversi tra gastronomia, alberghiero, turismo, digitale e management: a Brescia c’è Cast Alimenti, con il suo percorso universitario triennale, a Napoli l’Università degli Studi Federico II e a Venezia l’Università Ca’ Foscari propongono percorsi universitari a tema. Sono esperienze diverse, che mostrano come qualcosa si stia muovendo, ma anche quanto il sistema italiano sia ancora frammentato. Il vero tema,




