Valutare il valore di un espresso unicamente in base al costo della materia prima rischia di essere un errore concettuale. La tazzina che arriva sul bancone è infatti l’ultimo passaggio di una filiera nella quale sono aumentati il prezzo del caffè verde, l’energia, la logistica e, soprattutto per il mondo Horeca, i costi necessari per mantenere aperto e operativo un pubblico esercizio. Il rincaro dell’espresso (25 centesimi in più in cinque anni) racconta così una questione più ampia: quanto costa oggi a un bar vendere un caffè e quanto margine rimane davvero dopo aver pagato tutto il resto? Il confronto tra i due numeri principali aiuta a capire la dimensione del fenomeno.
Il lavoro al banco e le macchine da espresso rappresentano solo la parte finale di una filiera travolta dal rincaro delle materie prime
Secondo Cristina Scocchia, amministratore delegato di illycaffè, intervenuta al Meeting di Rimini, «rispetto al 2021 il prezzo medio della tazzina al bar è aumentato del 24%; nello stesso periodo il costo del caffè Arabica è cresciuto dell’80%, da 170 centesimi di dollaro per libbra nel 2021 a 305 nei primi mesi 2026». L’aumento




