
di Gaetano Manfredi
L’intervento del sindaco nel dibattito su urbanistica e futuro: «Bisogna che la città torni a essere Capitale e abbiamo gettato le basi affinché accada»
Il dibattito apertosi sulle colonne del Corriere del Mezzogiorno in merito alla trasformazione urbanistica a Napoli, non ultimo con l’intervento di Aldo Schiavone, offre l’occasione per tracciare un primo bilancio dei progetti messi in campo dalla nostra Amministrazione, per condividere la visione di città che abbiamo immaginato e per disegnare le prospettive future dinanzi a noi.
Premesso che, per troppi decenni, la città è apparsa immobile e incapace di cogliere i cambiamenti sociali ed economici, ogni possibile idea che guardasse al futuro è stata «bocciata» oppure ostacolata dal furore ideologico o post ideologico. La pur legittima paura delle «Mani sulla città» è divenuta una sindrome che ha frenato l’innovazione, la collaborazione tra pubblico e privato basata su nuove regole, l’allineamento alla trasformazione delle grandi citta europee che nel frattempo hanno saputo intercettare fondi e investimenti o beneficiato dell’impatto di grandi eventi.
Analizzare perché tutto ciò sia accaduto nell’arco di oltre 30 anni aprirebbe un altro interessante dibattito, più utile qui spiegare l’approccio che in questi quattro anni e mezzo di mandato




