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Da dove arriva il grano della pasta? Coldiretti chiede etichette e scaffali più chiari

Leggere «made in Italy» su una confezione di pasta non significa necessariamente capire, a colpo d’occhio, da dove arriva il grano. È su questa distanza tra comunicazione, etichetta e percezione del consumatore che Coldiretti torna a chiedere maggiore trasparenza, prendendo spunto dagli spot sulla pasta realizzati dal Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare. Per l’organizzazione agricola, la campagna può aiutare i cittadini a prestare maggiore attenzione alle informazioni riportate sulle confezioni e a distinguere la pasta realizzata con 100% di grano italiano da quella ottenuta, interamente o solo in parte, con materia prima proveniente dall’estero. Il punto, però, non è soltanto cosa viene scritto in etichetta, ma quanto quelle informazioni siano realmente immediate e comprensibili nel momento della scelta.

pasta Pasta, non basta il made in Italy: Coldiretti chiede più trasparenza sull’origine del grano

Il problema è capire da dove arriva il grano

Coldiretti parla apertamente di un’ambiguità che, a suo giudizio, continua a essere presente sugli scaffali. Il rischio è che il richiamo al made in Italy, insieme all’immaginario legato alla pasta italiana, porti il consumatore ad associare automaticamente il prodotto a una materia prima nazionale. «Leggi made

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