
Una portavoce della Commissione stoppa la richiesta di sei Paesi, tra cui l’Italia, di tassazione aggiuntiva agli impianti di raffinazione
L’imposizione eventuale di nuove tasse sugli utili della raffinerie spetta ai singoli Paesi e non all’Unione europea purché sia applicata nel rispetto delle norme comunitarie. “La tassazione degli extraprofitti è di competenza degli Stati membri, che possono agire sulla base della legislazione nazionale”. Lo afferma una portavoce della Commissione europea interpellata sull’eventualità che l’esecutivo comunitario faccia proposte in tal senso, in particolare dopo la lettera di alcuni Stati membri alla presidenza del Consiglio dell’Ue. Alcuni giorni fa sei stati membri dell’Unione europea, ovvero Italia, Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna, avevano scritto alla presidenza di turno della Ue, l’Irlanda, ribadendo che fosse “fondamentale che si ricevano al più presto i risultati dell’indagine europea sui margini delle raffinerie”, aperta lo scorso 3 aprile, per verificare che queste “non stiano approfittando dell’attuale situazione energetica”. Nella missiva i sei Paesi avevano chiesto un “quadro a livello europeo per tassare gli extraprofitti”.
equità sociale—
La risposta della portavoce della Commssione europea sembra bloccare la richiesta fatta dai sei stati membri. “Gli Stati membri possono già avvalersi dei propri poteri fiscali nazionali per affrontare i costi




