di Andrea Rinaldi
È probabile che la riunione del cda di Bpm di oggi sia interlocutoria e che rimandi a ulteriori approfondimenti con Siena. I proxy Iss raccomandano di votare sì all’assemblea di Intesa Sanpaolo
La seconda stagione del risiko bancario dà appuntamento oggi alle 14.30 per una nuova puntata in Piazza Meda, dove il cda di Banco Bpm si riunirà per discutere un solo ordine del giorno: aggiornamento su operazioni straordinarie. Ovvero l’offerta di pubblico scambio da 25,3 miliardi lanciata da Mps (e unita a un’altra offerta da 8,7 miliardi su Banca Generali), dopo che l’ex popolare prima di Ferragosto aveva rinunciato ad andare avanti a sua volta nel merger of equals su Siena. È probabile che la riunione di oggi sia interlocutoria e che rimandi a ulteriori approfondimenti con Mps a meno che i 4 consiglieri espressione del Crédit Agricole (socio al 29,3%) non rendano nota la posizione della Banque Verte sulla partita.
Nelle settimane scorse i francesi avevano detto di preferire un’unione tra Banco Bpm e le proprie attività italiane («difficile una combinazione tra Mps e Bpm possa creare valore per gli azionisti», aveva detto l’ad Oliver Gavalda). Rumors e indiscrezioni si rincorrono su




