
di Antonio Polito
Devo tornare a occuparmi di Edmondo Cirielli. Il viceministro degli Esteri si sta infatti sempre più segnalando come una voce originale e fuori dal coro all’interno del suo partito, Fratelli d’Italia. Se la settimana scorsa aveva sorpreso tutti dichiarando che apprezzava l’impegno di Fico nello smantellare il sistema clientelare di Enzo De Luca, pur essendo stato l’avversario di Fico alle regionali, stavolta Cirielli l’ha fatta anche più grossa. Parlando a un incontro con i giovani del partito, ha infatti messo sul tavolo una questione che oggi è pressoché tabù in quel mondo, e cioè: non è che a un certo punto ci converrà aprire un dialogo col generale Vannacci? Non foss’altro per costringerlo a scendere sul terreno concreto di un programma di governo e limitarne così la forza demagogica?
La cosa ha mandato su tutte le furie la premier e i vertici di Fratelli d’Italia. Cirielli ha fatto qualche precisazione di circostanza, ma il problema che ha posto rimane aperto e ben presente a tutti, nonostante che nel partito della premier non sia mai stata aperta una discussione esplicita sul tema. Per ora la linea ufficiale è: neanche un caffè col generale. Ma se




