
La Viola ha scelto la strada della qualità e anche nella sconfitta col Frosinone il talento si è visto. Ma la difesa fa acqua, l’attacco non punge e…
30 agosto – 09:15 – FIRENZE
Quella voglia irresistibile di distrarre il quarto uomo, rubargli il tabellone delle sostituzioni e far entrare il 9 e il 10, Batistuta e Rui Costa, seduti in tribuna a vedere un Fiorentina-Frosinone maledetto. I fiorentini sono venuti allo stadio per la grande festa del centenario (in casa, contro una neopromossa, facile no?), invece hanno avuto mal di testa per un’ora e mezza, come quando alle feste bevi un cocktail di troppo. La Viola ha perso 3-0 e l’uomo del giorno è diventato Antonio Raimondo da Ravenna, un attaccante che prima di ieri non aveva mai segnato in A. Questa volta ne ha fatti due, il secondo con un esterno-collo mancino da assist di Gabriele Bracaglia, l’uomo del 2-0, cresciuto a Frosinone e alla prima trasferta di A della vita. Una vittoria popolare, di strada, più lampredotto che nobile fiorentina.
dramma fiorentino—
A Firenze, la sconfitta ha fatto scattare subito l’allarme. Qui va così, si drammatizza




