La Nato ha elaborato un piano per difendere il fianco Est dell’Alleanza Atlantica. Il titolo del documento è ambizioso: «Teoria della Vittoria». Lo presenterà il prossimo 12 ottobre in Polonia il Comandante supremo delle Forze Nato in Europa, il generale americano Alexus Grynkewich.
Secondo le indiscrezioni pubblicate da «Bloomberg», il testo ipotizza la risposta militare a un attacco russo in un punto del versante orientale che parte dalla Finlandia, passa per i Paesi Baltici, tocca la Polonia e arriva fino alla Bulgaria.
La prima reazione verrebbe affidata a un fuoco di sbarramento con droni a basso costo, guidati da pochi soldati. Gli obiettivi nemici sarebbero indicati dall’intelligenza artificiale. Una volta respinto l’assalto, scrivono Grynkewich e gli altri generali, la Nato passerebbe alla controffensiva, cercando di distruggere le centrali di comando russe e travolgendo le forze sul campo «rapidamente e in modo soverchiante».
Per ora non ci sono altri dettagli su questo tipo di operazioni. Restano in sospeso domande chiave: quante vittime sarebbero da mettere in conto? Quali reparti verrebbero coinvolti? Come potrebbe agire Vladimir Putin messo alle strette? Lo scorso primo ottobre il presidente russo è tornato a minacciare il ricorso alle armi nucleari, in caso di conflitto con la Nato.




