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Frosinone, le dimissioni del sindaco Mastrangeli e l’ombra di Vannacci: «Teorie che lascio ad altri, io penso alla città»

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di Aldo Simoni

Entro le 18 di venerdì, se non ci sarà un accordo sul nome del prossimo Presidente del Consiglio, la crisi diverrà irreversibile e il Comune sarà gestito da un commissario prefettizio

Ultime 48 ore per salvare l’amministrazione comunale di Frosinone, da 14 anni roccaforte del centrodestra. Entro le 18 di venerdì, se non ci sarà un accordo sul nome del prossimo Presidente del Consiglio, la crisi diverrà irreversibile e il Comune sarà gestito da un commissario prefettizio.
Il sindaco Riccardo Mastrangeli, farmacista e uomo di spicco della Lega nazionale, dopo aver annunciato le dimissioni lunedì alle 12, comunicandole, per un atto di garbo istituzionale, al Prefetto, ha lanciato un ultimatum ai partiti di centrodestra che lo sostenevano: o si ricostituisce la maggioranza o si va a casa.
Intanto sulla crisi si avvicina l’ombra di Vannacci che potrebbe iniziare proprio da Frosinone a dare i primi scossoni al centrodestra.
«Sono teorie che lascio ad altri – commenta Mastrangeli – Io, in queste ore mi concentro sulla città e sui problemi da risolvere. A cominciare dal trasporto pubblico».

Quattro mesi di stallo poi la crisi

Motivo del contendere la presidenza del Consiglio (dopo le dimissioni di Massimiliano Tagliaferri, Lista civica):

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