
di Francesco Rosano
In attesa della candidatura del centrodestra, si moltiplicano le realtà civiche che puntano a fermare il bis del sindaco uscente Matteo Lepore. Già cinque le sigle in campo, ma la possibile riunificazione «a sinistra» sembra difficile
«Ci sono più liste civiche a Bologna, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia», verrebbe da dire parafrasando la battuta di Amleto nell’omonima tragedia di William Shakespeare.
Sotto le Due Torri non è però il fantasma di un re ad agitare le acque in vista del voto amministrativo, quanto piuttosto il sogno di un ballottaggio di inizio estate che — nelle speranze dei tanti civici in campo — in assenza di una candidatura forte del centrodestra (ancora in stand-by) potrebbe portare alla vittoria sul sindaco uscente Matteo Lepore.
Anche se il progetto di una grande coalizione di scontenti e critici — soprattutto da sinistra — sembra una strada in salita a giudicare dai primi segnali degli attori sul palco.
Le realtà civiche già in campo
Negli ultimi mesi nomi, liste e simboli si sono moltiplicati al punto che è diventato difficile non confondersi. Tra i primi a scendere in campo c’è stato il presidente di Confabitare,




