Home / Scienze / Sport, commozioni cerebrali e demenza

Sport, commozioni cerebrali e demenza

image

Gli anni di traumi cerebrali ripetuti cui sono sottoposti gli atleti professionisti in alcuni sport da contatto possono danneggiare lo strato di cellule che protegge il cervello da contaminazioni esterne, e rendere più vulnerabili a forme precoci di demenze. La barriera emato-encefalica, una rete cellulare che impedisce alle sostanze estranee presenti nel sangue di entrare nel cervello, può rimanere danneggiata dai colpi alla testa ripetuti, e restare permeabile anche a distanza di decenni dal ritiro dallo sport.

Uno studio pubblicato su Science Translational Medicine fa luce sul collegamento tra la concussion, la commozione cerebrale, e i danni neurodegenerativi riportati da numerosi ex atleti: un tema molto sentito nel mondo del rugby, del football americano, del pugilato e di altri sport in cui i micro-traumi cranici sono più frequenti.

Commozione cerebrale: che cos’è e a quali patologie è collegata

Per commozione cerebrale si intende un infortunio alla testa di tipo traumatico, per esempio provocato da un colpo violento o da una caduta, che può portare a un’alterazione temporanea delle funzioni cerebrali dovuta all’improvviso spostamento del cervello all’interno della scatola cranica. Tra i sintomi potrebbero esserci: stato confusionale, perdita di coscienza, alterazione di funzioni come l’equilibrio, la memoria

Continua a leggere questo articolo qui