La maggiorazione dei prezzi nei pubblici esercizi dopo le 18 è legittima, ma deve essere indicata con chiarezza: è questo il punto da cui partire per leggere il caso del Bar Jamaica di Milano, storico locale di via Brera finito al centro delle polemiche dopo che la collega di SkyTg24, Stefania Pinna, ha pubblicato sui social lo scontrino di un’acqua pagata 6 euro. Dietro quella cifra, però, c’è una vicenda più articolata: due menu, prezzi differenti in base al tipo di servizio e una bottiglia descritta sui social come “bottiglietta”, sebbene per il locale fosse da 0,75 litri e in vetro. La redazione di Italia a Tavola ha ricostruito l’accaduto con la titolare Micaela Mainini e ha poi allargato il discorso alla trasparenza dei listini, ascoltando Alessandro Klun, esperto di diritto della ristorazione, Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori, e Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe e di Epam Milano.
Lo scontrino del Jamaica pubblicato dalla giornalista
Prima di addentrarci nella questione, ricordiamo che il Jamaica, inaugurato nel giugno del 1911, è uno dei locali simbolo di Brera. Nato come fiaschetteria di quartiere, nel secondo dopoguerra divenne il




