
Il borgo dell’Appennino tosco-emiliano dove il cantautore aveva deciso di vivere: qui c’erano le radici della sua famiglia
C’è un silenzio diverso oggi a Pavana. Lo stesso borgo dell’Appennino tosco-emiliano che Francesco Guccini ha trasformato in letteratura e in musica, fino a dedicarle una delle sue ultime canzoni, Natale a Pavana.
Oggi quel paese che il cantautore ha raccontato per una vita intera si è fermato. Le imposte della sua casa sono chiuse, all’interno ci sono la moglie Raffaella, la figlia Teresa insieme al marito e al nipote, e i familiari arrivati alla spicciolata, protetti da quel riserbo che Guccini aveva chiesto fino all’ultimo.
Sabato mattina si terranno i funerali, in forma strettamente privata, come era sua volontà e come ha deciso la famiglia. Fuori, invece, è un pellegrinaggio discreto. Nessuna folla, nessun clamore. Solo persone che arrivano una dopo l’altra per lasciare un fiore, un biglietto o restare qualche minuto in silenzio.
A raccontare il Guccini ragazzo è Lino Pieracini, 82 anni, vicino di casa e amico d’infanzia. È lui a riportare tutti indietro nel tempo, quando il cantautore era semplicemente «Francesco».
06 agosto 2026
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