
Uno dei più grandi talent scout del nostro calcio è scomparso nel 2018 e alla Voluntas gli hanno dedicato un campo, una sala e perfino una statua a cui battere il cinque come faceva lui. Che aveva una strategia precisa per scovare talento…
Il protagonista di questa storia è un Mr Wolf del pallone, con l’occhio giusto e la decisione tipica di chi sa sempre quello che fa. Spesso in silenzio, senza bisogno di riconoscimenti o riflettori. Roberto Clerici è stato più di un osservatore, è stato padre, fratello maggiore, amico. Vale per la famiglia Esposito, ma anche per tantissimi ragazzi prima di loro. Già, perché oltre a Salvatore, Sebastiano e Pio – gli ultimi due titolari due giorni fa con l’Italia di Mancini – di ragazzi cresciuti alla Voluntas e poi arrivati tra i professionisti ce ne sono a grappoli. Anche perché, per molti anni, il settore giovanile era considerato una sorta di ‘palestra’ da fare prima di passare al Brescia. Clerici ne ha scovati tantissimi. Spesso coccolandoli, a volte dividendosi tra carota e bastone. E le carriere dei campioni lanciati servono anche come messaggio da mandare ai giovani. Pirlo, Acerbi, Baronio, Diana, Corini, Bonera, i gemelli Filippini, Bonazzoli,




