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Josh Hart e il dito “insaccato”: cosa significa e come fa a giocare? Risponde il chirurgo

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Un dito gonfio, una vistosa fasciatura e una pallonata presa a rimbalzo. Per chi gioca a basket è quasi routine. Il caso di Josh Hart, però, va oltre. Il giocatore dei New York Knicks ha raccontato che l’anulare della mano sinistra è talmente danneggiato che l’unica soluzione definitiva sarebbe una protesi completa dell’articolazione. Con la protesi, però, non potrebbe più giocare. Le alternative? “Continuare a fasciarlo fino a quando mi ritirerò oppure tagliarlo”, ha spiegato. In pratica, Hart giocherà con il dito fasciato fino alla fine della carriera. Ma cosa si nasconde dietro il famoso dito “insaccato”? Quando una semplice botta diventa una lesione da trattare? E come si fa a giocare ad altissimo livello con un’articolazione compromessa? A parlarne a Gazzetta Active è il dottor Loris Pegoli, responsabile del Centro della Mano Sportiva di Zucchi Wellness Clinic, Istituti Clinici Zucchi di Monza, e Fondatore e Presidente degli Sport Hand Doctors. Un chirurgo della mano con oltre 5.500 interventi su polso e mano negli ultimi cinque anni e una lunga esperienza nella traumatologia sportiva. Dalle lussazioni alle piccole fratture, dagli esami da fare alle fasciature, fino agli interventi di “salvataggio”: ecco cosa c’è da sapere.

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