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“Sapevamo che poteva succedere”: perché a Motegi certe scuderie hanno finito con le gomme squarciate

Dopo la Sprint Pecco e Jorge Martin inquadrati con gli pneumatici devastati. Perché ad alcuni sì e ad altri no? Dall’Igna risponde: “Dipende da tantissimi fattori…”

Giorgio Burreddu

Collaboratore

3 ottobre – 14:16 – MILANO

Sono squarci grandi come crateri, ferite nel corpo delle gomme. Se ne sono viste diverse sulla pista di Motegi, ma le immagini più impressionanti sono quelle della gomma posteriore di Pecco Bagnaia e di Jorge Martin. Al termine della Sprint alla Ducati dell’italiano mancavano letteralmente porzioni nella zona centrale. Gigi Dall’Igna, dg di Ducati, ha detto che “questo era un problema che sapevamo poteva esserci”. Durante le prove c’era già stato qualche piccolo problema da più di un pilota, non solo Ducati. Però, ha ammesso Dall’Igna, “mi sembra che la sua sia particolarmente rovinata, ma devo guardare un po’ la telemetria per poter dare un giudizio”. Perché a qualcuno è capitato e ad altri no? “Dipende da tantissime cose, dallo stile di guida al setting della moto, che comunque dipende dallo stile di guida”. 

IL FENOMENO—  

Martin negli ultimi giri ha improvvisamente perso aderenza e la sua Aprilia ha cominciato a

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