
di Monica Guerzoni
L’ex segretario Pd: «Se Elly e Giuseppe vogliono esserlo si diano questo profilo»
Pierluigi Bersani non ama ragionare di nomi, formule e perimetri. Ma poiché avverte l’urgenza di un «colpo di reni» per costruire un’alternativa alla destra, non schiva le domande su leader e primarie: «Si è deciso di farle? Poche balle! Si facciano, in grazia di Dio».
La nuova legge elettorale ci porta nella Terza Repubblica? O anche lei spera nella Corte costituzionale?
«Non so cosa ne penserà la Corte, so che un cittadino davanti a quella scheda penserà di avere le traveggole e resterà a casa. Forse è questo il senso della Terza Repubblica di Donzelli e Arianna Meloni, fare a meno degli elettori. Questa legge è un infernale pasticcio, un veicolo dell’astensione. Dicono “questa volta decidi tu”. E invece l’unica cosa che si decide è chi comanda, ad libitum».
Grida ai pieni poteri?
«Sì, meno elettori e pieni poteri. Io credo tuttavia che questi finiranno vittime delle loro macchinazioni. Quando si esagera con la calcolatrice poi esistono anche il buon senso comune e lo stimolo alla riscossa democratica».
Per Conte la destra è guidata da nostalgie del Ventennio.
«Mah, insomma. La




