L’8 ottobre 2026, alle 22:00 ora locale (le 13:00 in Italia), un terremoto di magnitudo 6.3 ha colpito Vanuatu, un arcipelago del Pacifico meridionale. L’epicentro era nel sottosuolo dell’isola di Pentecoste a una profondità molto ridotta: circa 10 km. L’evento ha avuto poca copertura mediatica, anche perché la zona è molto remota. Essendo però avvenuta proprio sotto un’isola abitata e a bassa profondità, la scossa è stata avvertita con forza da circa 8mila persone, almeno stando alle stime dell’USGS (il servizio geologico statunitense).
Danni e feriti: cosa sappiamo finora
Al momento non risultano notizie confermate di vittime, feriti o danni, anche se le comunicazioni con le aree più isolate sono spesso lente. Come già sottolineato, è probabile che per diverso tempo sarà difficile valutare con precisione l’impatto reale. Le località costiere vicine all’epicentro potrebbero ad esempio aver subito la liquefazione del terreno, che accade quando il suolo saturo d’acqua perde consistenza e si comporta come un liquido. Mentre le strade tra i villaggi potrebbero essere state interrotte da smottamenti vari.
Il passato recente è importante: il 29 marzo 2026 infatti, un terremoto di magnitudo 7.3 aveva colpito la stessa provincia, ferendo diverse persone e causando danni




