di Claudio Mencacci *
In Italia rimane una distanza significativa tra bisogno epidemiologico e capacità dei servizi, spesso sottofinanziati e carenti di personale
Da oltre 34 anni l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) celebra il 10 ottobre la Giornata della salute mentale. Il tema di quest’anno, «Ascoltare le esperienze vissute: voci reali, cambiamento reale», invita a passare dall’ascolto alla partecipazione, a non limitarsi a raccogliere testimonianze, ma coinvolgere le persone nelle decisioni, nella co-progettazione dei servizi, nella valutazione delle cure e nei processi di deistituzionalizzazione (chiusura degli ospedali psichiatrici). È forte il richiamo a riconoscere le esperienze vissute dalle persone con problemi di salute mentale come componente essenziale nella costruzione di politiche, servizi e percorsi di cura.
Modello «balanced care»
Nel mondo prosegue molto faticosamente il processo di deistituzionalizzazione e solo il 9% dei Paesi lo ha completato. Nell’Unione europea la transizione è più avanzata, ma ancora incompleta e fortemente disomogenea: molti Stati continuano a utilizzare gli ospedali psichiatrici, mentre altri hanno sviluppato un modello «balanced care», nel quale servizi territoriali e strutture ospedaliere coesistono.
I dati sulla salute mentale
L’Italia, da quasi 50 anni, costituisce un caso particolare e storicamente molto importante diventando il principale esempio internazionale




