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L’operazione rilancio del nostro calcio parte dagli stadi. Milano, svegliati

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Restare piegati sotto il peso dei recenti fallimenti o del confronto con gli altri non va bene. Il primo obiettivo da centrare è non perdere l’organizzazione degli Europei del 2032

Il calcio italiano soffre di molti mali, ma il più grande è la mancanza di fiducia. Intendiamoci, avere piena consapevolezza degli enormi problemi che deve superare sulla strada del rilancio è giusto. Restare piegati sotto il peso dei recenti fallimenti o del confronto con gli altri, invece, non va bene. Rialziamoci e cominciamo. Il primo obiettivo da centrare è non perdere l’organizzazione degli Europei del 2032, che sono previsti insieme alla Turchia. Per diverse ragioni non è così scontato che venga confermato. Intanto lo spettacolo offerto dal calcio italiano negli ultimi mesi. Prima il triste avvicendarsi dei ct per finire là dove Giovanni Malagò voleva finisse la palla: a Roberto Mancini, folgorato sulla via di Coverciano e perdonato dopo pubbliche scuse. Il seguito è stato di gran lunga peggio, però. Mi riferisco al grossolano processo per la tessera mancante del nuovo presidente della Federcalcio. Aleksander Ceferin, numero uno dell’Uefa, attraverso la Gazzetta ha mandato un messaggio chiaro: se continuate così, gli Europei li organizza la Turchia. Da sola. Per la

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