
di Fabrizio Roncone
L’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini annuncia l’addio al Parlamento. «Io uno dei candidati più accreditati per il Quirinale? Al Colle non ci si candida, si viene eletti. Meloni ha dimostrato una consistenza notevole, sarebbe un grave errore sottovalutare Schlein»
«Ho deciso: alle prossime elezioni politiche, dopo 44 anni, non mi ricandiderò. Lascio il Parlamento. Ritengo sia giunto il momento di cedere spazio a personalità più in sintonia con i partiti e con le coalizioni che si presenteranno agli elettori. Ringrazio tutti per la fiducia che m’è stata finora accordata. Mi fermo qui».
Il senatore Pier Ferdinando Casini parla piano, scandisce ogni parola, ogni verbo, in questa prima frase c’è già tutto quello che aveva intenzione di comunicare e così ora si alza e — dopo un’occhiata in cui è possibile scorgere un lampo di inattesa serenità — va a preparare un tè, l’invito era proprio per bere un tè e fare qualche riflessione poche ore dopo l’approvazione della nuova legge elettorale.
Leggo sugli appunti preparati per un’intervista che sembrava dover essere di routine: ha 70 anni, in Parlamento dal 1983, più due passaggi a Strasburgo, quindi presidente della Camera, con




