Uno studio pubblicato sul Journal of Affective Disorders ha indagato in che modo la vedovanza colpisca uomini e donne, giungendo a risultati per certi versi sorprendenti: i mariti sarebbero quelli più colpiti dalla perdita dal punto di vista fisico e psicologico, mentre le mogli, salvo un leggero calo della felicità a breve termine, sperimenterebbero addirittura un miglioramento del proprio benessere negli anni successivi alla morte del partner.
Lo studio, i cui risultati cozzano con le quasi impercettibili differenze tra sessi rilevate da ricerche precedenti, ha coinvolto 1.076 giapponesi rimasti vedovi. L’analisi di 37 diversi parametri di salute post-vedovanza ha restituito un quadro che mette in luce modi molto diversi di uomini e donne di elaborare il lutto.
Gli uomini e le donne (non) sono uguali.
Se da un lato dopo la perdita del partner sia i mariti che le mogli tendevano a uscire e frequentare più persone rispetto a prima, gli uomini (che iniziavano anche a bere più alcol) perdevano il supporto sociale, a dimostrazione che vedere più persone non significava sentirsi più emotivamente connessi agli altri. Oltre a ciò, con la perdita della moglie è aumentato per i vedovi il rischio di soffrire di demenza




