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Monete da collezione: il ducato che valse la liberazione del Papa in asta a partire da 20 mila euro

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Nell’incanto di Nomisma, uno dei coni che il Pontefice utilizzò per liberarsi dalla prigionia e tanti altri esemplari da decine di migliaia di euro

Di sicuro il ducato del 1527 di Clemente VII non è la moneta più preziosa dell’incanto Nomisma (www.numismaweb.com) di sabato 18 e domenica 19 aprile (coni con stime che oscillano tra i 60 i 100 mila euro si trovano in altre sezioni), ma costituisce una drammatica testimonianza del suo pontificato. Dal 6 maggio al 5 giugno prigioniero in Castel Sant’Angelo di Carlo V e dei suoi lanzichenecchi, fu costretto fondere metalli preziosi e vasi sacri presenti nel Castello così da coniare una montagna di monete – sembra 40mila scudi – richieste per la sua liberazione. Uno di questi coni monetati, con lo stemma del papa al diritto e i profili dei santi Pietro e Paolo al rovescio, è proposto nell’incanto sammarinese a partire da 20 mila euro.

Di taglio religioso, ma coniate nella Genova dei dogi biennali, sono pure le 5 doppie del 1652 pesanti 33,33 grammi. Dominata dalla Vergine col Bambino col scettro su nubi, la moneta opera dello zecchiere Thomas Caminata, come indicato dalle lettere I.T.C., è stimata 60 mila euro. Di pregio pure

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