L’ufficializzazione dell’accordo tra Nestlé e il fondo statunitense Platinum Equity – con la cessione del 50% della divisione Waters per 3 miliardi di euro e la nascita della nuova entità Peranel – non rappresenta soltanto la conclusione di uno dei dossier di fusioni e acquisizioni più dibattuti dell’anno. Segna, soprattutto, l’inizio di una nuova fase strutturale per il mercato globale delle acque minerali premium, con un elemento chiave: il cambio di proprietà non modifica il ruolo centrale delle acque italiane, che restano il principale motore di crescita della divisione. La nascita di Peranel sintetizza le trasformazioni in atto nel largo consumo: il passaggio da una gestione multinazionale tradizionale a modelli di co-ownership con i fondi di private equity, la netta divaricazione nelle performance dei marchi italiani rispetto a quelli d’Oltralpe e la necessità di investire in capacità produttiva e sostenibilità industriale.
Con la cessione del 50% della divisione Waters al fondo statunitense Platinum Equity nasce la nuova società Peranel La parabola di un dossier da 5 miliardi: da affollato ad asta bilaterale
Per comprendere la portata di Peranel occorre riavvolgere il nastro fino a gennaio 2026, quando Nestlé ha




