
di Pietro Gorlani
Già lo scorso anno la chiusura di Zanetti divenne caso nazionale
Ci risiamo. Il 25 Aprile a Maclodio sarà ancora divisivo. L’Anpi ha chiesto al sindaco Simone Zanetti (Fratelli d’Italia) di partecipare alla cerimonia ricevendo un secco «no». Nella lettera indirizzata al presidente provinciale Anpi Lucio Pedroni, il primo cittadino mette in relazione il suo diniego alle contestazione subita lo scorso anno dove «Rappresentanti dell’Anpi, esponenti del Partito Comunista Italiano e del Collettivo Linea Rossa tentarono di disturbare e ostacolare il regolare svolgimento del discorso del sottoscritto Sindaco».
Nella sua lettera Pedroni, con toni pacati ricorda che il 25 Aprile è una «festa nazionale stabilita con Decreto legislativo luogotenenziale su proposta del presidente del Consiglio Alcide De Gasperi», festa resa possibile «perché insieme agli alleati anglo-americani, uomini e donne di tutte le estrazioni politiche, sociali e culturali hanno unitariamente contribuito, a costo di immani sacrifici, a sconfiggere il nazi-fascismo». Una festa che «non può e non deve essere ascrivibile a nessun partito politico», una festa che «insieme al 2 Giugno meglio rappresenta il nostro Paese, libero, democratico, repubblicano, costituzionale». Una festa che dovrebbe unire, non dividere: «Coloro i quali prestano giuramento sulla Costituzione Italiana




