di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Per Rurostat il tasso è al 62,5%: ovvero 8,5 punti sotto la media Ue. Crescita lenta e meno dinamica rispetto ad altri Paesi, mentre la partecipazione femminile resta il vero nodo
L’occupazione sale, ma il ritardo resta. E continua a distinguere negativamente l’Italia nel confronto europeo.
Secondo i dati di Eurostat, nel 2025 il tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni è arrivato al 62,5%, in aumento di 0,3 punti rispetto all’anno precedente. Un progresso leggermente superiore alla media Ue, ma insufficiente a ridurre il divario: la distanza resta ampia, 8,5 punti sotto il 71% europeo.
Un recupero più lento degli altri
Il quadro non cambia se si guarda alla fascia 20-64 anni, quella utilizzata per i confronti internazionali. Qui l’Italia si ferma al 67,6%, contro il 76,1% medio dell’Unione, il livello più alto mai registrato.
Il confronto con gli altri grandi Paesi europei conferma la distanza: la Germania supera l’81%, la Francia è al 75,5%, la Spagna al 72,4%. E anche chi partiva più indietro corre più veloce di noi. Nell’ultimo anno la Grecia ha guadagnato oltre un punto percentuale, mentre l’Italia si è fermata a +0,3.
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