Tra le pareti scrostate dell’Avana, l’ex pugile bolognese trasforma il ring in una lezione di vita. Il tour nei cinema da Milano a Catania
Giornalista
17 aprile – 15:14 – MILANO
In una Cuba erosa dal tempo, dai disagi, dall’embargo, dalle utopie fallite, un ex pugile italiano, Samuel Fabbri, insegna a boxare ai ragazzini. E lo fa come può: corde adattate per circondare il ring, bottigliette piene di sabbia per fare da pesi e pazienza se a casa non c’è acqua, ci si aiuta gli uni con gli altri. A tu lado non è un documentario tecnico sul pugilato, racconta il tentativo di avvicinare allo sport i più giovani in un contesto in cui sembra esserci poco fuori dalle pareti scrostate della palestra.
Basti l’inquadratura di due giovanissimi che conversano sullo sfondo di un gigantesco condominio smangiato dal tempo, cui fa da contraltare l’inquadratura successiva e opposta, con l’oceano che si spalanca a far da metafora dei sogni di una vita migliore, magari altrove (siamo a Cuba, o si resta e si combatte, in vari sensi, o si scappa). La sola alternativa è lanciare piccioni




