Le navi che trasportano prodotti agricoli devono tornare a transitare nello Stretto di Hormuz nel più breve tempo possibile. È questo il punto centrale dell’avvertimento lanciato dalla Fao, che richiama l’attenzione su un nodo logistico cruciale per l’equilibrio delle catene alimentari globali. Secondo l’organizzazione, eventuali rallentamenti o blocchi prolungati potrebbero tradursi in una pressione crescente sui prezzi delle materie prime alimentari, con effetti che rischiano di manifestarsi già entro la fine dell’anno e simili a quelli visti durante la pandemia da Covid-19. Il timore è che si possa innescare una dinamica simile a quella osservata durante la fase più acuta della pandemia, quando le interruzioni nei trasporti contribuirono a destabilizzare i mercati. Il blocco della rotta, da cui dipende tra il 20% e il 45% delle esportazioni agroalimentari mondiali, minaccia infatti le semine già avviate.

Con il blocco dello Stretto di Hormuz per la Fao c’è il rischio di un aumento dei prezzi alimentari entro fine anno
Un passaggio strategico per il commercio agroalimentare
Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei principali corridoi marittimi a livello globale, snodo essenziale non solo per l’energia ma anche per il commercio agricolo. Una quota significativa




