A Vinitaly 2026 il tema della presenza femminile nel settore vitivinicolo entra nel dibattito con due ricerche che provano a misurare, attraverso dati e analisi qualitative, l’evoluzione dei modelli d’impresa. Il quadro che emerge non riguarda solo la rappresentanza, ma anche la struttura economica e organizzativa delle aziende. Nel primo studio, “Innovare al femminile: i risultati di un’indagine nelle imprese vitivinicole”, realizzato da CREA – Politiche e Bioeconomia in collaborazione con l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, emerge un dato centrale: nelle aziende guidate da donne il reddito medio risulta superiore di circa il 5% rispetto a quelle a conduzione maschile.
Nel vino il divario di genere si riduce
La ricerca evidenzia come il divario di genere in agricoltura resti ancora presente, ma nel comparto vitivinicolo si registri una dinamica diversa. Le imprese femminili, infatti, si avvicinano sempre più a quelle maschili in termini di struttura e opportunità. Le aziende mostrano livelli sempre più simili per dimensioni e organizzazione del lavoro, con superfici medie quasi equivalenti (13,8 ettari contro 13,3). Anche il livello di meccanizzazione tende ad allinearsi, riducendo progressivamente le differenze operative. Secondo i ricercatori, è




