A Vinitaly l’Asti Rosé ha fatto ufficialmente il suo debutto. Il Consorzio Asti Docg punta ad ampliare le occasioni di consumo e a intercettare un pubblico più ampio rispetto a quello tradizionale. Il debutto è avvenuto nel corso della terza giornata della manifestazione veronese, con un brindisi simbolico che ha accompagnato l’ingresso della nuova tipologia nel panorama della denominazione. L’obiettivo è chiaro: affiancare ai momenti più rituali un consumo più contemporaneo, capace di dialogare con abitudini e target diversi, in un contesto in cui il vino cerca nuove modalità di presenza.

Asti Rosé, prevista una prima produzione tra 5 e 10 milioni di bottiglie
Dal disciplinare alla produzione: come nasce l’Asti Rosé
L’Asti Rosé è stato inserito ufficialmente nel disciplinare il 23 marzo, al termine di un iter avviato alla fine del 2023. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, la nuova tipologia entra a pieno titolo nella denominazione, con la possibilità di essere proposta in diverse versioni, dal dolce all’extra brut. Una flessibilità che consente alle aziende di modulare lo stile produttivo anche in funzione dei mercati di riferimento. L’imbottigliamento potrà iniziare a partire da trenta giorni dalla pubblicazione, aprendo così alla fase




