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Bando per l’acquisto della prima casa in Trentino, scontro nella maggioranza. FdI: «È disastroso». Gli autonomisti: «Rivedere vincoli, risorse e criteri»

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di Matteo Sannicolò

I consiglieri provinciali Biada e Kaswalder contestano il provvedimento dell’assessore Marchiori. E c’è il rischio di un «buco» di quattro mesi per i contributi

Non usa mezzi termini Daniele Biada, consigliere provinciale di Fratelli d’Italia, che definisce il nuovo bando per l’acquisto della prima casa un provvedimento «disastroso». Tra i consiglieri di maggioranza, tuttavia, lo strumento non convince nemmeno Walter Kaswalder (Patt), il quale critica risorse e criteri pensati dal collega di gruppo, l’assessore alle politiche per la casa Simone Marchiori. Insomma, ieri in Consiglio provinciale è andato in scena un acceso dibattito tra autonomisti, scatenato proprio dal nuovo bando prima casa. Si tratta di contributi che fanno gola a centinaia di giovani under 40, visti i numeri registrati nel primo «click day», con 500 domande presentate nel primo giorno disponibile. Così tante richieste che, facendo un rapido calcolo, gli attuali 3 milioni stanziati non sarebbero sufficienti per soddisfare i bisogni abitativi di tutti i giovani e delle giovani coppie. Ad ogni modo, Biada ragiona su un’ulteriore questione: «Lo strumento di sostegno, che riconosce contributi anche per gli acquisti effettuati a partire dal primo gennaio 2026, lascia esclusi coloro che hanno acquistato un’abitazione tra settembre

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