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Honda potrebbe tornare a produrre auto in Europa. Ma c’è il nodo Made in EU

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La chiusura è stata determinata da una serie di fattori negativi, tra cui le conseguenze della pandemia di coronavirus, gli effetti dell’accordo di libero scambio tra UE e Giappone, che hanno ridotto notevolmente la convenienza di mantenere una base industriale in Europa, e i volumi produttivi esigui. Nei primi nove mesi del 2026, le immatricolazioni di Honda in tutta Europa hanno sfiorato le 59.000 unità. Si tratta, come ammesso dallo stesso de Jaeger, di numeri troppo bassi per giustificare la costruzione di uno stabilimento.

Un aumento delle vendite, in particolare di elettriche e ibride, potrebbe però cambiare le carte in tavola, e lo stesso vale per l’eventuale scelta industriale: una produzione a contratto o la condivisione di spazi produttivi consentirebbe a Honda di soddisfare gli obblighi di contenuto locale senza dover investire miliardi in un nuovo stabilimento.

Le critiche di Honda alle politiche UE

Detto questo, de Jaeger non ha mancato di criticare le politiche UE, denunciando la mancanza di coerenza nell’approccio della Commissione alla decarbonizzazione, che starebbe rendendo la vita “estremamente difficile” alle Case automobilistiche, e chiedendo maggiore flessibilità sugli obiettivi di riduzione delle emissioni.