Il brasiliano re dei 400 hs e la sua stagione stellare: “Un 2026 meraviglioso. Sono cresciuto in tutto: posso correre in 45”4-45”5”. Poi sullo sport: “Mi vergognavo delle cicatrici. Questa disciplina mi ha svoltato la vita”
Giornalista
16 ottobre – 10:07 – MILANO
I 400 ostacoli, con lui, sono diventati un esclusivo terreno di caccia. Nel 2026, nella specialità, oltre a tanto altro, ha siglato uno storico record del mondo, è rimasto imbattuto (comprendendo nel conto sei tappe di Diamond League, più la finale) e ha vinto l’Ultimate Championship. La stagione delle barriere basse – e non solo quella – appartiene ad Alison Dos Santos. Il 26enne brasiliano, nonostante una concorrenza di altissimo livello, dal norvegese Karsten Warholm allo statunitense Rai Benjamin, è uno degli atleti in circolazione più dominanti. E più divertenti.
Alison, che anno è stato?
“Straordinario, direi perfetto. Finalmente sono riuscito a esprimere al meglio tutte le mie qualità: la velocità, la forza e la ritmica tra gli ostacoli”.
Grazie a chi e a che cosa?
“A una persona in particolare, il mio allenatore Felipe de Siqueira. È per lui




