
Le nuove caratteristiche garantiscono così diversi benefici. La maggior compattezza consente di ridurre l’altezza del cofano, migliorare le prestazioni aerodinamiche, ottenere proporzioni più dinamiche e ampliare la gamma di veicoli. I tecnici hanno così più libertà per definire il design e le proporzioni delle auto. Il tutto si traduce in migliori prestazioni e, ovviamente, consumi: Toyota parla di un miglioramento di oltre il 15% rispetto ai modelli attuali grazie a un “motore più piccolo ed efficiente, alla riduzione dell’attrito meccanico, a una migliore gestione termica, a minori perdite elettriche e a una migliore aerodinamica”.
Il nuovo ibrido è concepito per le future piattaforme multi-energy. Tuttavia, l’approccio dei giapponesi consiste “nello sviluppare inizialmente piattaforme ottimizzate per veicoli elettrici a batteria (electric first), per poi integrare sistemi ibridi o ibridi plug-in nella stessa architettura”. In sostanza, il propulsore compatto è progettato per raggiungere questo obiettivo senza compromettere la silhouette del veicolo o la capacità della piattaforma di funzionare con mezzi a batteria.
Viene così confermata l’ormai storica propensione di Toyota a privilegiare la flessibilità nell’uso delle architetture per adattare i veicoli ai mercati e alle esigenze dei clienti, aumentare i benefici della condivisione degli investimenti tra i vari programmi-prodotto e sostenere le




