
Nel secolo scorso quando l’inflazione correva addirittura a due cifre, si vide una convergenza incredibile tra governo, opposizione, industriali e sindacati
Abbiate pazienza, un minimo passo indietro. Il mondo continua a crescere. Il Fondo monetario ci dice che, sebbene rivisto al ribasso, comunque ci sarà una crescita di oltre il 3%. L’Italia continua a crescere. La Confindustria ci raddoppia le previsioni di questo 2026 dallo 0,5 all’un per cento. Ma con il nostro stipendio o guadagno compriamo sempre meno. C’è l’inflazione che taglieggia i nostri stipendi, a colpi di minime percentuali ma mese dopo mese aumentano i prezzi. L’Istat, come abbiamo letto dal Corriere, ci dice che in 25 anni l’indice dei prezzi al consumo l’inflazione è cresciuto del 63%. Per alimentari e bevande del 90%. Ma gli stipendi, i guadagni? In senso nominale sono cresciuti di quasi il 60%, esattamente del 29,6. Ma in termini di potere d’acquisto sono addirttura diminuiti di oltre il 2%.
C’è anche un altro effetto che è quello chiamato del Fiscal drag. Come funziona. Quando gli stipendi recuperano in parte o tutta l’inflazione accade che questi aumentino. Ma l’effetto delle tasse progressive fa sì che aumentino anche i prelievi fiscali.




