Lo spreco alimentare costa all’Unione europea oltre 130 miliardi di euro l’anno e pesa anche sul bilancio ambientale del sistema alimentare, al quale è associato per circa il 16% delle emissioni di gas serra. La nuova Direttiva Ue 2025/1892 introduce obiettivi vincolanti di riduzione entro il 2030, coinvolgendo anche ristoranti e servizi di ristorazione. In Italia il quadro mostra però un miglioramento: nel 2026 lo spreco domestico è sceso a 554 grammi pro capite a settimana, 63,9 grammi in meno rispetto alla rilevazione precedente. Il tema resta comunque rilevante e riguarda l’intera filiera, dalle famiglie alle cucine professionali.
Surgelati, 14,9 grammi di spreco a settimana
Tra i prodotti con una minore incidenza sullo spreco ci sono i surgelati. Secondo l’indagine Waste Watcher realizzata per IIAS (Istituto italiano alimenti surgelati) nel 2025, su 667,4 grammi di cibo sprecato settimanalmente da ciascun italiano, 14,9 grammi erano costituiti da prodotti surgelati, pari al 2,2% del totale. La ricerca rilevava inoltre uno spreco inferiore del 37,6% rispetto alle verdure fresche. Il dato è legato soprattutto a tre caratteristiche del prodotto: lunga conservabilità, porzionabilità e assenza o riduzione degli scarti di preparazione. Elementi che permettono di utilizzare la quantità necessaria e conservare il resto, riducendo il




