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Banca d’Italia: «In Trentino salari reali calati dell’8% dal 2008». E la povertà è più alta che a Bolzano

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di Marika Giovannini

Sotto la lente, la debolezza trentina rispetto al vicino Alto Adige sul fronte dell’export e della manifattura, ma anche sulle politiche per aumentare produttività, dimensione e capacità di investimento delle imprese

I dati erano stati presentati a giugno: a Bolzano, i vertici della Banca d’Italia avevano fotografato il quadro dell’economia trentina del 2025. Indicando una crescita «contenuta ma diffusa». Ieri pomeriggio, 22 settembre, in prima commissione, quell’immagine è stata tratteggiata nuovamente dal direttore della filiale di Trento Gennaro Sansone. In un confronto che ha posto l’attenzione sui nodi da tempo in cima all’agenda politica: dall’emergenza abitativa fino alla situazione dei salari, dall’occupazione femminile fino al rapporto con la vicina provincia di Bolzano.

Bene il settore delle costruzioni

Una situazione economica, quella illustrata dal direttore, condizionata dalle incertezze internazionali e da una debole domanda estera, «con prospettive — ha chiarito Sansone — più incerte per il 2026». Bene il settore delle costruzioni (sostenuto dagli investimenti per le Olimpiadi invernali) e il turismo, fanno fatica le esportazioni e l’industria. Sul fronte della casa, sono cresciuti i prezzi delle abitazioni, mentre per quanto riguarda il lavoro la situazione è migliore rispetto alla media nazionale. Eppure le retribuzioni medie

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