Dopo aver spiegato come leggere un’etichetta e perché non fermarsi alla confezione, la serie entra ora nel mondo di carne e pesce, due categorie in cui freschezza, conservazione, lavorazione e provenienza possono cambiare profondamente il significato di ciò che acquistiamo. Il percorso ha mostrato che l’etichetta dice molto su un alimento, ma non può stabilire come reagirà il nostro corpo. Ha quindi approfondito le norme che permettono di distinguere la qualità e chiarito perché la sicurezza alimentare vada oltre le informazioni riportate sulla confezione. Poi l’attenzione si è spostata sull’origine, affrontando il significato reale della dicitura “prodotto in Italia”, e sulle parole che possono far sembrare un alimento più sano di quanto sia. Un percorso arrivato infine ai prodotti di uso quotidiano, con olio, uova e latte e le informazioni da cercare sulle loro etichette. Ora il viaggio prosegue davanti al banco del macellaio e della pescheria, dove alcune parole richiedono ancora più attenzione. “Fresco”, “decongelato”, “pescato”, “allevato”, “carne separata meccanicamente”, “ricomposta”: definizioni che non descrivono soltanto un alimento, ma raccontano trattamenti, provenienza e caratteristiche del prodotto.
Freschezza e conservazione: cosa racconta davvero la carne
Il macellaio sistema la carne sul banco con gesti lenti e precisi. Una cliente chiede: «È




