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Turismo lento, la Calabria guarda oltre il mare: le sfide per crescere tutto l’anno

Perché investire nel turismo lento? È da questa domanda che ha preso le mosse il talk ospitato lo scorso 8 ottobre a Madia, in Calabria, dedicato alle prospettive di un settore che trova nella bicicletta, muscolare o a pedalata assistita, uno dei suoi strumenti privilegiati. Un confronto che ha coinvolto amministratori, tour operator, professionisti e imprenditori, chiamati a riflettere sulle opportunità economiche e culturali di un modo diverso di viaggiare, capace di mettere al centro il territorio, le comunità che lo abitano e le esperienze che può offrire.

Il turismo lento per scoprire una Calabria oltre il mare

Il turismo lento non è soltanto una modalità di spostamento, ma un modo di vivere e raccontare i luoghi. Le strade dedicate alle biciclette, le ciclovie e gli itinerari che attraversano paesaggi meno battuti possono contribuire a diversificare l’offerta turistica, intercettando viaggiatori interessati alla natura, alle produzioni locali e alla relazione con le comunità. In Calabria, dove la rete ciclabile supera i 500 km, questa prospettiva si intreccia con la possibilità di costruire nuove stagioni turistiche, affiancando al tradizionale richiamo del mare un’offerta fruibile anche in altri periodi dell’anno.

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Per Roberto Cosentino, dirigente generale del Dipartimento Turismo,

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