
di Redazione Trentino
Senza un nome da proporre, dem a rimorchio di Kaswalder. Malumori tra i dissidenti
C’è maretta, nel Pd, dopo il voto che ha portato alla nomina dell’avvocata Barbara Balsamo quale componente della sezione di controllo della Corte dei Conti. Nulla da dire sulla prescelta, anzi aver premiato una donna è opzione gradita per chi difende la parità di genere. E l’aver messo in minoranza il governatore Fugatti, che aveva proposto Lorenzo Bertoli, è altro miele. Il fatto che i dem non avessero un loro nome da proporre ha però fatto storcere il naso ad alcuni dirigenti del partito, tanto più considerando come il gruppo abbia deciso di andare a rimorchio della candidatura suggerita dal consigliere autonomista Walter Kaswalder.
Già, perché se Bertoli è stato bocciato per la vicenda dei «derivati» (strumento finanziario causa di un grosso buco nel bilancio di Piazza Dante, criticato dalla Corte dei conti che potrebbe tornare a esprimersi in proposito), nel Pd c’è chi non dimentica come anche Kaswalder potrebbe essere sottoposto all’esame della magistratura contabile. La vicenda è quella nota legata alla sua decisione, quando era presidente del Consiglio provinciale, di licenziare il proprio segretario particolare Walter Pruner. Licenziamento




