
Cinque dipendenti del Consorzio Autostrade Siciliano e un impiegato di un’azienda di informatica sono stati scoperti dalle telecamere nascoste piazzate dalla Polstrada
Giuseppe Croce
12 giugno – 13:35 – MILANO
Chi abbia visitato recentemente la splendida Cefalù, o la deliziosa Finale di Pollina (entrambe località di mare in provincia di Palermo) e si sia chiesto come mai ci fosse una fila molto lunga al casello nonostante il numero non altissimo di auto che percorrono quel tratto dell’autostrada Palermo-Messina, ora può avere una probabile risposta a questo dubbio. Secondo quanto imputa loro la Procura di Termini Imerese, le casse automatiche dei caselli di Buonfornello, Cefalù e Pollina-Castelbuono venivano disattivate da alcuni casellanti infedeli del Consorzio autostrade siciliane (Cas), per dirottare il traffico verso i loro varchi dove, a danno del Consorzio, facevano la cresta sui pedaggi pagati dagli automobilisti. I magistrati hanno avviato l’indagine dopo aver ricevuto una segnalazione dal Cas.
LA TRUFFA DEL CASELLO—
La presunta truffa scoperta dalla Procura, grazie alle telecamere nascoste piazzate nei gabbiotti dei caselli dalla Polizia stradale, non era a danno degli automobilisti ma del gestore della rete autostradale. I casellanti infedeli




