C’è un tipo di stanchezza che il sonno non risolve. Non è quella sana del dopo-allenamento, non è la spossatezza di una settimana intensa
È una fatica più profonda, persistente, che si trascina dalla mattina alla sera e colora di grigio anche le giornate che sulla carta andrebbero bene.
Spesso la si attribuisce allo stress, ai ritmi moderni, all’età. Raramente si pensa che la risposta possa essere molto più concreta — e trovarsi nel sangue.

La carenza di ferro è uno dei problemi nutrizionali più diffusi in Italia e nel mondo, eppure tra i meno diagnosticati tempestivamente.
I suoi sintomi — stanchezza, pallore, difficoltà di concentrazione, unghie fragili, capelli che cadono — vengono confusi con mille altre cose, e nel frattempo il corpo continua a lavorare in deficit.
Cosa fa il ferro nell’organismo
Il ferro non è solo un minerale tra i tanti. È il componente centrale dell’emoglobina, la proteina nei globuli rossi che trasporta l’ossigeno dai polmoni a ogni cellula del corpo. Quando il ferro scarseggia, i tessuti ricevono meno ossigeno, e tutto rallenta: i muscoli faticano di più, il cervello lavora con meno lucidità, il sistema immunitario si indebolisce.
Non è un caso che i sintomi della carenza di




